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Uno, due, tre, quattro, cinque, … a che serve contare. Rimuovo il contagocce dal flacone e mi verso una quantità ad
occhio, dell'ipnotico per dormire, direttamente sotto la lingua. Il
gusto è amarognolo e insieme dolciastro. Strana percezione. Mi spaventano, mi tormentano, la testa mi scoppia e il cuore pulsa vertiginosamente all'unisono con le mie congetture. Schiava di un medicinale, ma non riesco a farne a meno, per ora. Ne sto abusando da qualche tempo, pomeriggio e sera. Il pomeriggio mi salva. La notte pure. Portano lentamente via il mio corpo. Una sensazione di leggerezza che inizia dai piedi. L'avverto. L'immaginazione o la realtà fanno il resto. Sale nel mio corpo l'impressione che tutto si blocchi, ma con piacere. Tutto si rilassa dentro e fuori di me. Giunge alla testa. E in un attimo tutto si ferma. Sprofondo nel limbo. Nel limbo del niente.
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“Sono alla frutta ora. Forse non ho il coraggio di vivere in questo mondo perché non c’è mai stato posto per persone come me. Tanto l’amore non esiste, è solo un’illusione, che ci creiamo per illuderci che a qualcuno interessi della nostra esistenza. Ma non è così. L’amore è tutta una finzione. Io non esisto, non esiste il mio spirito, la mia mente, la mia anima, il mio cuore. Solo corpo. Il cuore? Un sogno marcio, pieno di vermi. L’emozione mi straripa dentro e deve uscire. Per non morire con me.” |
Ero senza vita, |