Ho letto attentamente e avidamente "Nuda" e, ancora una volta sono stato catturato dal suo stile, sempre più agile, preciso e coinvolgente e contemporaneamente dalla Sua innata possibilità di scavare nelle pieghe più profonde dell'anima, e soprattutto di rivelarsi "nuda" cioè non solo di cercare dentro se stessa ma di trovare e comunicare le "scoperte" di questa autoanalisi.

Scoperte che, come volevano i poeti dell'Ermetismo, non tendono solo a una espressione, ad uno sfogo personale, ma cercano di indagare e di trovare "l'osso di seppia" cioè l'essenza di quella umanità dolente (tanto più dolenti quanto più si è intelligenti) che è in tutti noi. 

Alcune frasi del Suo libro potrebbero essere incise nel bronzo come altrettante sentenze di vita. Me ne lasci citare soltanto due, una all'inizio ed una sul finale dell'opera. 

A pagina 18 Lei scrive: 

"L'inizio (dell'amore) ha a che fare con gli ormoni, 
la fine con l'elaborazione del lutto". 

E a pagina 87: 

"Non esiste, in una donna, un'anima forte ed una fragile. 
Esiste la fragilità di una donna, che è la sua forza".


Creda: a me basterebbero queste due frasi per qualificare positivamente il libro e renderlo grande. Proprio perché Lei ha capito ed ha fatto capire a noi tutti, esseri deboli e fragili, che quando si prende coscienza di quella fragilità e si riesce a contemplarla e a vederla oggettivamente, allora si è giunti al livello massimo del cammino di un uomo.


Una persona mortale non può avere in questa vita tutto e solo la felicità, ne' può, spess
o, arrivare a cambiare le cose. Ma la mia esperienza di anziano mi ha insegnato che quando un essere umano, privilegiato da Dio, riesce a "vedere" chiaramente le cose, a capirle, non è più uno spettatore attento, ma diventa umanità cosciente

Cicerone, nel processo in difesa di Archia, poeta greco, dice che ingegnere o avvocato si diventa con lo studio e la pratica, ma poeta (o scrittore) si nasce e che, quell'essere è un dono che gli Dei fanno all'umanità.

Questo io ho capito leggendo il suo libro, che mi ha insegnato a leggere meglio dentro me stesso.

E di ciò la ringrazio.

A.G. (critico letterario)



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