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Ho
letto attentamente e avidamente "Nuda" e, ancora una volta sono
stato catturato dal suo stile, sempre più agile, preciso e coinvolgente e
contemporaneamente dalla Sua innata possibilità di scavare nelle pieghe
più profonde dell'anima, e soprattutto di rivelarsi "nuda"
cioè non solo di cercare dentro se stessa ma di trovare e comunicare le
"scoperte" di questa autoanalisi. Scoperte che, come volevano i poeti dell'Ermetismo, non tendono solo a una espressione, ad uno sfogo personale, ma cercano di indagare e di trovare "l'osso di seppia" cioè l'essenza di quella umanità dolente (tanto più dolenti quanto più si è intelligenti) che è in tutti noi. Alcune frasi del Suo libro potrebbero essere incise nel bronzo come altrettante sentenze di vita. Me ne lasci citare soltanto due, una all'inizio ed una sul finale dell'opera. A pagina 18 Lei scrive: "L'inizio
(dell'amore) ha a che fare con gli ormoni, E a pagina 87: "Non
esiste, in una donna, un'anima forte ed una fragile.
Cicerone, nel processo in difesa di Archia, poeta greco, dice che ingegnere o avvocato si diventa con lo studio e la pratica, ma poeta (o scrittore) si nasce e che, quell'essere è un dono che gli Dei fanno all'umanità. Questo io ho capito leggendo il suo libro, che mi ha insegnato a leggere meglio dentro me stesso. E
di ciò la ringrazio.
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